Reddito Cittadinanza, facciamo il punto dopo la settimana 1

E’ passata poco più di una settimana dalla prima data utile per la presentazione della domanda di Reddito di Cittadinanza.
In realtà la settimana è passata piuttosto sottotono, le poste ed i CAF non sono stati presi d’assalto come si subdorava e non è stato necessario mobilitare l’esercito come era stato preventivato.

Ad oggi sono comunque state presentate più di 500.000 domande. Il reddito di cittadinanza (denominato anche RdC) che si accompagna di pari passo con la pensione di cittadinanza, è un sostegno di integrazione. Ideato con l’obiettivo di contrastare il lavoro nero, precario e sottopagato, nel contempo mira al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale dei componenti del nucleo familiare che ne hanno bisogno.

Garantisce al beneficiario, in caso sia l’unico componente del nucleo familiare, un reddito annuo calcolato secondo l’indicatore ufficiale di povertà monetaria dell’Unione Europea, pari a 6/10 del reddito medio familiare equivalente che è stato quantificato in 9.360 euro (novemilatrecesessanta/00) rapportato a 12 mensilità da 780 Euro (settecentoottanta/00).

Per questo motivo il governo ha introdotto questo sussidio che prevede, se si dispone dei requisiti necessari, la corresponsione di un importo pari a 780.00 (settecentoottanta/00) Euro per coloro che risultino inoccupati, e di un importo che vada ad integrare un eventuale reddito che già si percepisce sino ad implementarlo fino al tetto massimo di 780 (settecentoottanta/00) euro.

Esempio

  • se si è inoccupati e quindi non si percepisce alcun reddito e si dispone dei requisiti necessari, è possibile presentare domanda di reddito di cittadinanza così da poter usufruire dell’importo massimo di 780 (settecentoottanta/00) euro per 18 mesi.
  • se si è occupati (sia in modalità subordinata che autonoma), ma il reddito è al di sotto della soglia minima ritenuta per la sopravvivenza civile, ad esempio 500 (cinquecento/00) Euro mese, è possibile presentare comunque domanda di reddito di cittadinanza. Se gli organi atti alla verifica dei requisiti, stabiliscono che il richiedente possa beneficiarne, sarà erogato un sussidio massimo pari ad un importo che sommato al reddito già percepito non superi i 780 (settecentoottanta/00) euro mese. In questo caso specifico l’importo erogato sarà di 280.00 (duecentoottanta/00) euro (500+280=780).

Il beneficio economico è accreditato mensilmente su una nuova carta prepagata realizzata da Poste Italiane (appartenente al circuito MasterCard) diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno: la cosiddetta “CartaRdc”.

Beneficiari e requisiti

  • essere in possesso della cittadinanza italiana, oppure cittadini di uno Stato membro UE. È riconosciuto anche agli stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno;
  • aver risieduto in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in maniera continuativa;
  • avere un ISEE inferiore a 9.360€;
  • avere un patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente familiare successivo al primo (fino ad un massimo di 10.000€). Vi è poi un incremento di 1.000€ per ogni figlio successivo al secondo, e di 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;

Non hanno diritto al reddito di cittadinanza, invece:

  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di auto o moto immatricolati nei 6 mesi precedenti alla richiesta del RdC, nonché di auto di cilindrata superiore ai 1.600 cc e moto di cilindrata superiore ai 250 cc immatricolati negli ultimi 2 anni (clicca qui per approfondire);
  • i nuclei familiari dove un componente sia in possesso di navi e imbarcazioni da diporto;
  • i soggetti che si trovano in stato detentivo per tutta la durata della pena;
  • nuclei familiari dove uno dei componenti risulti essersi dimesso dal lavoro nei 12 mesi antecedenti al momento della domanda (ad eccezione delle dimissioni per giusta causa).

Non ci sono invece limitazioni per la Naspi; come si legge nell’ultimo comma dell’articolo 2 del decreto, infatti, il RdC è compatibile con l’indennità di disoccupazione. C’è da fare un’ulteriore precisazione: il nucleo familiare se soddisfa i suddetti requisiti economici ha diritto al reddito di cittadinanza anche nel caso in cui tutti i componenti siano lavoratori.

Misure

Il reddito di cittadinanza non ha un importo fisso; varia, infatti in base alla situazione economica della famiglia che lo richiede. Nel dettaglio, come specificato nell’articolo 3 del decreto, il beneficio economico si compone di due differenti elementi:

  • integrazione fino a 6.000€ (annui) del reddito familiare;
  • integrazione pari all’ammontare del canone annuo di locazione (fino ad un massimo di 3.360€ annui) per le famiglie che sono in affitto. È prevista poi un integrazione (ma fino ad un massimo di 1.800€ annui) per i nuclei familiari che risiedono in un’abitazione di proprietà ma per la quale è stato contratto un mutuo.

Per quanto riguarda l’integrazione del reddito familiare in presenza di più componenti questo viene moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza, ovvero:

  • +0,4 per ogni componente familiare maggiorenne successivo al primo;
  • +0,2 per ogni componente minorenne.

Questo può essere incrementato fino ad un massimo del 2,1.

Il beneficio economico complessivamente non può superare i 9.360€ annui, ossia i famosi 780€ mensili (anche questa soglia va moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza). Non può invece essere inferiore ai 480€ annui

Tempistiche

L’RdC spetta al beneficiario per tutto il periodo in cui ne soddisfa i requisiti. La misura, però, non può avere una durata superiore ai 18 mesi. Vi è la possibilità di rinnovarla successivamente alla sospensione di circa un mese.

È bene sottolineare che qualsiasi variazione della condizione occupazionale da parte di uno o di più componenti del nucleo familiare (quindi sia in caso di assunzione che qualora si intraprenda una nuova attività come autonomi) va comunicata all’Inps entro 30 giorni, pena la decadenza del beneficio.

Per quanto riguarda le tempistiche, invece, sappiamo – come riportato in anteprima dalla Consulta dei CAF – che per ricevere un responso bisognerà attendere circa un mese rispetto la data di presentazione.

Come presentare la domanda

Ci sono tre diverse modalità per presentare la domanda per il reddito di cittadinanza:

  • modalità cartacea: presso gli uffici postali utilizzando il modello di domanda predisposto da Inps. La domanda si può presentare dal 5° giorno successivo di ogni mese;
  • Centri di Assistenza Fiscale (CAF).

Per la domanda c’è un solo modulo da presentare: questo è denominato con il codice SR180 ed è lo stesso che si utilizza anche per la richiesta della pensione di cittadinanza.

Se avete qualche dubbio sulla compilazione del modulo RdC180 o RdC182 non esitate a contattarci all’indirizzo email infosportellomamme@gmail.com o ad utilizzare la chat qui in basso a destra!

Presto la pratica Reddito Cittadinanza sarà disponibile sul nostro shop 🙂

Presenta la domanda in 48h online con noi! CONTATTATCI

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