Indennità di maternità lavoratrici autonome

Indennità di maternità lavoratrici autonome: la maternità non spetta solamente alle dipendenti con contratto di lavoro subordinatoNel caso in cui tu svolga attività con Partita Iva potrai richiederla anche tu.

 

A chi spetta la maternità se possiedi partita Iva

Dovrai necessariamente essere in regola con il pagamento dei contributi (anche quelli riguardanti il periodo di maternità) ed essere iscritta alla gestione INPS riguardante l’attività che svolgi professionalmente tra quelle qui sotto elencate

  • Artigiana
  • Commerciante
  • Coltivatrice diretta
  • Colona
  • Mezzadra
  • Imprenditrice agricola professionale
  • Pescatrice autonoma della piccola pesca

 

Riceverai l’indennità di maternità per la durata di 5 mesi (per i due mesi antecedenti al parto e per i tre mesi successivi), proprio come una lavoratrice dipendente. A differenza della lavoratrice dipendente, per te che possiedi Partita Iva, potrai – se lo ritieni opportuno – continuare a svolgere la tua attività professionale anche durante il periodo di maternità.

IMPORTANTE
Il diritto alla maternità ti verrà riconosciuto anche nel caso di adozioni o affidamenti.

 

Indennità di maternità lavoratrici autonome, a quanto ammonta?

L’indennità di maternità lavoratrici autonome viene calcolata in due modi diversi:

  • per le libere professioniste iscritte alla gestione separata l’indennità è pari all’80% del reddito medio giornaliero dei 12 mesi precedenti l’inizio del congedo, è tuttavia riconosciuta se sussiste un determinato requisito contributivo fissato dalla legge.

  • Le autonome (ossia artigiane, commercianti, coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricolo a titolo principale, pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne) invece hanno diritto ad un mero trattamento economico, per un periodo pari a 5 mesi, anche se la lavoratrice ha continuato a lavorare nel periodo di maternità. 

 

L’indennità, anche per queste lavoratrici, è pari all’80% di un reddito giornaliero (definito in modo convenzionale) ed è corrisposta se la lavoratrice è in regola con il pagamento dei contributi.

Inoltre, nei primi tre anni di vita del bambino, la lavoratrice iscritta alla Gestione Separata INPS ha diritto ad un congedo parentale di sei mesi, durante i quali può percepire un’indennità pari al 30% della retribuzione. Anche le lavoratrici autonome hanno diritto al congedo parentale, retribuito al 30% della retribuzione giornaliera fissata in modo convenzionale. In questo caso, però, hanno diritto a 3 mesi di congedo da utilizzare entro il compimento dell’anno di vita del bambino.

La lavoratrice che deciderà di richiedere il congedo parentale dovrà obbligatoriamente astenersi dall’attività lavorativa.

Se, durante la gravidanza, c’è qualche problema dopo il terzo mese e la donna perde il bambino, la lavoratrice ha diritto ad un’indennità per un periodo di 30 giorni.

 

Come richiedere indennità di maternità lavoratrici autonome?

Per le lavoratrici con Partita Iva si presenta domanda per l’indennità di maternità in via telematica tramite il servizio dedicato di INPS,  indennità che può essere richiesta anche se l’iscrizione alla propria gestione è avvenuta successivamente alla data di inizio del periodo di maternità.

Se l’iscrizione alla gestione di riferimento per la tua attività è richiesta entro i termini di legge (30 giorni dall’inizio dell’attività per artigiani e commercianti e 90 giorni dall’inizio dell’attività negli altri casi) e l’attività è iniziata prima dell’inizio del periodo di maternità, l’indennità di maternità ti sarà garantita per l’intero periodo di maternità.

Nel caso in cui, invece, l’attività lavorativa con Partita Iva sia iniziata in un periodo successivo all’inizio del periodo di maternità, l’indennità ti spetterà solamente per il periodo successivo all’inizio dell’attività.

 

Partita Iva e maternità: può chiedere il padre?

La neomamma che ha la partita Iva, può «trasferire» il suo diritto alla maternità al proprio marito o compagno in caso di

  • morte o grave infermità. Se la causa è un decesso, chi rivendica il diritto di paternità deve compilare online la dichiarazione di responsabilità. Se si tratta, invece, di una grave infermità, occorre presentare la relativa certificazione sanitaria in busta chiusa al centro medico legale dell’Inps a mano oppure per raccomandata;

  • abbandono del figlio o mancato riconoscimento del piccolo da parte della madre. Bisogna compilare online la dichiarazione di responsabilità;

  • affidamento esclusivo al padre. Occorre allegare per via telematica alla domanda la copia del provvedimento del giudice comunicando anche gli estremi del tribunale che lo ha emesso.

  • Rinuncia espressa della madre che ha diritto al congedo di maternità (rinuncia possibile solo in caso di adozione o affidamento).

 

IMPORTANTE
La durata del periodo di paternità è pari a quello non usufruito dalla madre. Se quest’ultima non è lavoratrice, l’indennità non viene più corrisposta dopo tre mesi dal parto.

 

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