Reddito d’infanzia 2023 e Assegno di gioventù

da | 2 Set 23 | Bonus & Premialità | 0 commenti

Reddito d’infanzia e Assegno di gioventù sono bonus di cui si parla molto in questo ultimo periodo. Sarebbero misure per sostenere la natalità e la genitorialità. Ne parliamo al condizionale perché sono misure proposte in concomitanza con l’elaborazione della Manovra 2024.

Le consulenti di SportelloMamme stanno ricevendo in questi giorni, su tutti i canali, domande e richieste di supporto per poter accedere al Reddito d’infanzia e all’Assegno di gioventù!

Stavo leggendo di un bonus infanzia, è già in atto?”.

Il Reddito d’infanzia per bambini da 0 a 6 anni, che poi si trasformerebbe in Reddito di gioventù per figli dai 7 ai 25 anni, è solo una fra le varie proposte al vaglio del governo da inserire nella prossima Manovra 2024 con cui si punta a contrastare la denatalità nel Paese. Al momento, però, non si tratta di niente di certo.

Reddito di infanzia 2023: a chi spetterebbe

Il Reddito di infanzia verrebbe erogato a tutte le famiglie con un reddito inferiore ai 90.000 euro.

 

Reddito di infanzia 2023: quanto spetterebbe

Il Reddito di infanzia prevederebbe 400 euro al mese per i primi 6 anni di ogni figlio a carico, cumulabili con l’Assegno Unico (che spetta ai figli dal settimo mese di gravidanza fino a 21 anni). La cifra indicata verrebbe aumentata in presenza di figli con disabilità e di famiglie con un solo genitore.

 

Assegno di gioventù: a chi spetterebbe

L’Assegno di gioventù sarebbe in pratica il proseguimento del precedente bonus per l’infanzia, sempre per i nuclei familiari sotto i 90.000 euro di reddito.

 

Assegno di gioventù: quanto spetterebbe

Per questa premialità sarebbe prevista una cifra di 250 euro al mese per ogni figlio dai 7 ai 25 anni, purché il bambino/ragazzo sia registrato presso un istituto scolastico o universitario. La sua finalità dovrebbe essere proprio quella di sostenere l’istruzione dei giovani.

Reddito d’infanzia 2023 e Assegno di gioventù, Sportello Mamme

Considerazioni di Carolina Casolo

La dottoressa Carolina Casolo, founder di Sportello Mamme ed esperta consulente fiscale previdenziale, ha risposto a IoDonna sulla creazione delle due nuove misure pensate per i giovani e i loro genitori:

«Purtroppo, come spiegavo, si rischia di fare un passo indietro, con tutta una serie di bonus per cui occorrerà una serie di pratiche e sui quali è possibile che non ci sia sufficiente informazione. C’è anche da capire se servirà fare ricorso ancora all’ISEE o se, come si diceva tre mesi fa, il criterio sarà un quoziente familiare»,

dice Casolo.

«Il vero problema, ripeto, è dare assistenza ai genitori con strutture come gli asili nido, ma che abbiano prezzi accessibili, o con misure alternative per poter pagare, ad esempio, la baby sitter detraendone il costo. In realtà, invece, la sensazione è che siano le aziende ad avere l’onere della decontribuzione se assumono persone che hanno figli o fanno figli. Di fatto lo Stato sembra non attivarsi, delegando piuttosto alle imprese», afferma l’esperta fiscale di Sportello Mamme (IoDonna, 30.08.2023).

 

Entrambe le premialità, Reddito d’infanzia e Assegno di gioventù, avrebbero un costo molto importante. Solo per il Reddito d’infanzia si parla di un sostegno pari a 28.800 euro nei 6 anni mentre per l’Assegno di gioventù, si ipotizzano fino a 57.000 euro. Dove prendere i fondi per mettere in campo tali misure?

Rumors fanno riferimento alle risorse rimanenti dalla distribuzione dell’Assegno Unico, stimate in almeno 1 miliardo di euro sui 18 stanziati. Ma per avere maggiori certezze occorre attendere le prossime settimane e l’approvazione della Manovra 2024.

Good luck!

Hai già verificato a quali bonus/premialità/indennità hai diritto?

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