Diritti mamma lavoratrice, esistono davvero nel nostro Paese?

I diritti mamma lavoratrice sono un tema molto serio. Le neo-mamme ogni anno sono 458 mila e nasce spontanea la domanda: secondo voi questa nostra Italia è un Paese fatto per Maternità e Madri?

Vuoi sapere da dove scaturisce questo mio pensiero sui diritti della mamma lavoratrice? Ora te lo spiego subito!

La scorsa settimana, in pausa pranzo, ho letto una notizia rimbalzata sul web, che mi è rimasta impressa. Ora ti dico di che notizia si tratta e poi ne parliamo:

«Non dovevi fare un altro figlio, ora al lavoro ti faremo morire»:
La mamma lavoratrice minacciata dall’azienda dopo il secondo figlio.

fonte corriere.it

L’avrai letta sicuramente, giusto?

L’abbiamo riportata anche sulla nostra pagina Facebook e ne abbiamo parlato con la redazione di un programma talk, interessato a saperne di più da noi.

Come in molti sanno io non sono mamma, ma ho fondato un servizio di informazione ed erogazione su bonus premialità e ammortizzatori dedicato alle donne in maternità, mamme, compagne, papà, compagni. Persone con cui mi confronto tutti i giorni e che hanno il medesimo problema della mamma lavoratrice oggetto dell’inchiesta di Corriere.it.

Per questo posso esprimere un giudizio competente su questo tema: diritti mamma lavoratrice. Posso capire perfettamente cosa abbia provato la mamma dell’articolo e quali problemi le siano derivati dall’atteggiamento del datore di lavoro. 

Lo so perchè questo è pane quotidiano. Ogni giorno rispondiamo a domande, dubbi, consigli e richieste di mamme, future mamme dipendenti o libere professioniste, per le quali la Maternità, molto spesso, si trasforma da gioia, credetemi, in un incubo. 

Dobbiamo fermarci a riflettere. Dico davvero.

La situazione della madre, in questo caso lavoratrice dipendente, rispetto al dialogo con il datore di lavoro…in campo Maternità sembra farci ripiombare al MedioEvo.

Per validare ciò che ti ho appena detto, ti riporto il contenuto di una delle ultime email ricevute da una mamma della nostra community, che per tutelare lascerò anonima:

 

“… mi hanno detto che non sanno se mi saranno concessi i permessi parenatali (devono informarsi) e quindi non ho diritto a questo tipo di permessi.

Finché non è aperta la pratica inps non mi considerano in gravidanza.

La pratica non si può aprire perché il pin non me lo mandano almeno per ancora 15gg (così mi hanno detto telefonando all’Inps) a meno che non ci vada di persona “bruciandomi” così una mattina di permessi (che se continuo così finirò a breve).

Senza contare che proprio questa mattina il mio capo mi ha tenuto un bel discorsetto in merito a permessi e assenze…”

 

diritti mamme lavoratrici a lavoro, Sportello Mamme

MA STIAMO SCHERZANDO?

1.Mi hanno detto che non sanno se mi saranno concessi i permessi parenatali (devono informarsi).

La tua azienda non deve valutare se concederti o meno i permessi parentali. Congedi/permessi parentali non sono a discrezione del datore di lavoro,  sono dovuti per legge e non possono erodere ferie, rol e/o permessi. Ti spettano per legge, pertanto se non ti vengono concessi potresti anche procedere legalmente verso la Società.

 

2.Finché non è aperta la pratica Inps non mi considerano in gravidanza.

Non è necessario aprire subito la pratica presso l’INPS, basta che tu consegni il certificato medico di gravidanza al datore di lavoro dove si attesta il tuo stato di gravidanza e dove viene evidenziata la data presunta del parto. La domanda di maternità può essere presentata successivamente, non appena riceverai il PIN Inps, ma ciò non toglie che consegnando alla tua Società il certificato di gravidanza, ciò è più che sufficiente per confermare il tuo stato.

 

3.Senza contare che proprio questa mattina il mio capo mi ha tenuto un bel discorsetto in merito a permessi e assenze…

E qui mi cadono le braccia! Sapeste quante email riceviamo con queste denunce. E quando ascolto i proclami di Stato, politici, interventi di esperti del settore, addetti ai lavori che sostengono, a voce, che si tratta di emergenza, che conciliazione tra lavoro e famiglia va riformata, etc etc, penso che dovrebbero mettersi un giorno a leggere queste email e verificare quali siano i reali problemi che si incontrano per chi scopre di essere incinta!

Penso che dovrebbero informare e monitorare le aziende sull’argomento gravidanza, maternità.
Penso che Inps dovrebbe diventare paladino delle donne in maternità! Il suo ruolo sociale lo esige!

Pensa che ad oggi i servizi più richiesti a Sportello Mamme sono le consulenze in merito alle dimissioni volontarie delle mamme entro il compimento dell’anno di vita del minore, che, se ratificate dinnanzi alla DTL, garantiscono l’erogazione della Naspi, ossia della disoccupazione. 

Un’altra categoria molto richiesta è la consulenza “tailor made” su i reali diritti in merito alle ore di allattamento, permessi per malattia dei minori entro il compimento del terzo anno di vita e la possibilità di astenersi dal lavoro fino al compimento del settimo mese di vita del minore nei casi di lavori vietati o pregiudizievoli.

La conclusione di questo articolo non può essere che questa: l’Italia oggi non è un Paese per Mamme e Papà. Quanto meno non ancora. La citazione è sicuramente obsoleta, ma fotografa la reale situazione di un Paese non ancora in linea con l’evidente arretramento su questo importante tema.

Grazie.

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