Buono Spesa 2021

Il buono spesa contenuto nel provvedimento pubblicato nella Gazzetta ufficiale, verrà finanziato con un nuovo fondo di 400 milioni di euro da destinare ai Comuni. L’obiettivo della misura buono spesa è quello di sostenere quei nuclei familiari che versano in condizioni di difficoltà. 

Nel testo pubblicato in Gazzetta ufficiale, si legge:

“Al fine di consentire ai comuni l’adozione di misure urgenti di solidarietà alimentare, è istituito nello stato di previsione del ministero dell’Interno, un fondo di 400 milioni di euro nel 2020, da erogare a ciascun Comune, entro 7 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto legge”.

Le risorse del buono spesa infatti non andranno direttamente ai cittadini. Verranno prima destinate ai Comuni, incaricati poi di individuare le famiglie in maggiore difficoltà alle quali elargire il buono. Infatti, secondo quanto previsto dalla nota di indirizzo dell’Anci dello scorso marzo, che fa riferimento all’Ordinanza della protezione civile n.658, è proprio l’amministrazione locale a dover definire i criteri di attribuzione del buono e gli eventuali aventi diritto. E per questo, tutti i cittadini dovrebbero fare riferimento al proprio Comune di residenza per conoscere i dettagli specifici e le modalità di accesso al bonus.

 

Quale cifra verrà destinata al cittadino in difficoltà economica

Il contributo del bonus potrà variare da un minimo di 300 euro ad un massimo di 500 euro: 

  • dai 300 euro per una famiglia composta da una o due persone;
  • ai 500 euro per quelle composte da cinque i più persone;
  • saranno 400 per i nuclei familiari di tre o quattro individui.

 

Come avviene l’erogazione del Buono Spesa

Lo schema dovrebbe essere quello già adottato lo scorso aprile per l’erogazione dei buoni da parte del Comune di riferimento. Sempre il Comune di appartenenza dovrebbe mettere a disposizione dei cittadini un modulo di autocertificazione con il quale richiedere il buono. Nel modulo verrà segnalata la numerosità del nucleo familiare e se eventualmente si ricevono già altre forme di sostegno come il reddito di cittadinanza.

 

Dove si possono spendere

I buoni spesa potranno essere spesi unicamente all’interno degli esercizi commerciali individuati da ogni singolo Comune, presenti in un elenco che ciascun Comune dovrà pubblicare sul proprio sito istituzionale.

In alternativa le amministrazioni comunali potranno decidere di non erogare alcun tipo di bonus spesa, ma potranno decidere di consegnare la spesa a domicilio a quelle famiglie che ne avrebbero diritto.

I buoni spesa potranno essere utilizzati solamente per l’acquisto di generi di prima necessità.

“Si tratta di una risposta puntuale e precisa all’invito fatto al governo di provvedere a rifinanziare, nel più breve tempo possibile, una misura, quella dei buoni spesa, che aveva già manifestato la sua forte efficacia nella scorsa primavera”
ha detto nei giorni scorsi il presidente della Commissione Politiche Ue del Senato, Dario Stefano

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