Bonus Bebè

Per mesi, ormai anni, siamo stati sollecitati da pubblicità e promozioni riguardanti il Bonus Bebè (i c.d. 80 euro mensili erogati fino al 3° anno di compimento del minore in base al valore ISEE) per poi scoprire che in realtà il contributo si chiama Assegno di Natalità.

A prescindere da come si chiami la premialità, il punto è che molti nuclei familiari non sono a conoscenza di poterne fare richiesta! Infatti erroneamente, molte famiglie, sapendo che il Bonus Bebè è legato al valore ISEE (il valore ISEE deve essere inferiore a 25.000 €), confondono il valore stesso con la somma dei propri redditi, ritenendo secondo i propri conti di essere esclusi dal beneficio.

Invece tale valore nulla ha a che fare con la somma dei redditi. Si tratta infatti di un conteggio in cui oltre i redditi, si prendono in considerazione le detrazioni come i carichi familiari, gli immobili quali prima abitazione, e o i contratti di locazione relativi agli immobili in cui si risiede.

Solo a titolo esemplificativo -> nucleo familiare composto da 2 adulti ed 1 minore, redditi da lavoro dipendente per circa 50.000 Euro, immobile prima casa soggetto a mutuo, piani di accumulo annuali per futura pensione, 3 auto di proprietà = ad un valore ISEE di circa 13.000 Euro.

Vediamo nel dettaglio come funziona il Bonus Bebè!

Requisiti.

  • L’assegno spetta ai nuclei familiari in cui sia presente un figlio nato o adottato o in affido temporaneo (disposto ai sensi della legge 184 del 1983), tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017, che siano in possesso di un ISEE in corso di validità non superiore a 25.000 euro.
  • Qualora il figlio nato o adottato nel triennio 2015-2017 sia collocato temporaneamente presso un’altra famiglia, ai sensi dell’art. 2 della legge 184 del 1983, l’assegno è corrisposto all’affidatario, su apposita domanda e limitatamente al periodo di durata dell’affidamento.

Beneficiari

  • Cittadini italiani oppure di uno Stato dell’Unione Europea oppure, in caso di cittadino di Stato extracomunitario, permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, di cui al riformato articolo 9 del Decreto Legislativo n.286/1998 e successive modificazioni. Ai fini dell’assegno, ai cittadini italiani sono equiparati i cittadini stranieri aventi lo status di rifugiato politico o di protezione sussidiaria;
  • Resideti in Italia;
  • Conviventi con il figlio (il figlio ed il genitore richiedente devono essere coabitanti ed avere dimora abituale nello stesso Comune);
  • Dotati di ISEE del nucleo familiare di appartenenza del richiedente, o del minore nei casi in cui lo stesso faccia nucleo a sé, al momento di presentazione della domanda e per tutta la durata del beneficio, non superiore a 25.000 euro annui. L’ ISEE di riferimento è l’ ISEE minorenni del bambino per il quale si richiede l’assegno.

N.B.

Nel caso in cui il figlio venga affidato temporaneamente a terzi, la domanda di assegno può essere presentata dall’ affidatario. L’assegno è concesso in relazione ad affidamenti temporanei disposti presso una famiglia oppure una persona singola, a beneficio del nucleo familiare presso cui il minore è collocato temporaneamente.

Se il genitore che ha i requisiti per avere l’assegno è minorenne o incapace di agire per altri motivi, la domanda è presentata, in nome e per conto del genitore minorenne/incapace, dal suo legale rappresentante.

Importo del contributo

Spettano:

  • 960 euro (80 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ ISEE non sia superiore a 25.000 euro annui;
  • 1.920 euro (160 euro al mese per 12 mesi), nel caso in cui il valore dell’ ISEE non sia superiore a 7.000 euro annui.

L’assegno spetta dalla data di nascita o di ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo fino al compimento del terzo anno di età oppure fino al terzo anno dall’ ingresso nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo.

N.B. per i nati nel 2018 il contributo spetta solo per 12 mesi.

Durata del contributo

L’erogazione dell’assegno a favore del richiedente termina:

  • quando il figlio compie i tre anni di età oppure quando si raggiungano tre anni dall’ingresso in famiglia del minore a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. I tre anni, pari a 36 mesi, si calcolano a partire dal mese di nascita o di ingresso in famiglia (questo mese incluso);
  • quando il figlio raggiunge i 18 anni di età;
  • quando il richiedente perde uno dei requisiti previsti dalla legge (ad esempio, in caso di trasferimento della residenza all’estero, perdita del requisito della cittadinanza o del titolo di soggiorno, perdita dellaconvivenza con il figlio, ISEE superiore ai 25.000 euro annui, revoca dell’affidamento);
  • quando si verifica una causa di decadenza.

Cause di decadenza

Il beneficiario, oltre che nel caso di perdita di uno dei requisiti di legge, decade dalla prestazione nei seguenti casi:

  • decesso del figlio;
  • revoca dell’adozione;
  • decadenza dall’esercizio della responsabilità genitoriale;
  • affidamento esclusivo del minore al genitore che non ha presentato la domanda;
  • affidamento del minore a terzi.

Il richiedente è tenuto a comunicare all’INPS nell’immediato e, comunque, entro i successivi 30 giorni, la perdita di uno dei requisiti oppure il verificarsi di una delle predette cause di decadenza, fermo restando il recupero da parte dell’INPS delle somme erogate indebitamente.

Come presentare domanda

Potete presentare la domanda per ottenere il Bonus Bebè in tre modalità:

  • compilando la domanda on-line sul portale Inps utilizzando gli accessi mediante utilizzo pin dispositivo*;
  • presentando domanda tramite patronato e o CAF;
  • presentando domanda tramite call center INPS (dovete essere dotati di pin dispositivo).

*ATTENZIONE: per tutte le mamme ed i papà, decisi a percorrere la prima opzione, ovvero la compilazione della domanda online sul portale INPS, è doveroso sottolineare che il bonus in oggetto è identificato con il nome “assegno di natalità”. Questa necessaria precisazione è volta ad evitare un’inutile perdita di tempo cercando sul portale INPS le modalità di compilazione di quel che in altri contesti è stato chiamato Bonus Bebè.

Tutto quello che devi sapere se vuoi presentare domanda per Bonus Bebè.

  • La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso del minore nel nucleo familiare a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo, disposto ai sensi della legge n. 184 del 1983. In tale caso, l’assegno spetta a decorrere dal mese di nascita o di ingresso in famiglia del figlio adottato a seguito dell’adozione o dell’affidamento preadottivo. Diversamente il contributo spetterà solo dal mese relativo alla presentazione della domanda.
  • Qualora l’assegno non possa essere più concesso al genitore richiedente (perché ad esempio decaduto dalla potestà genitoriale oppure perché il figlio è stato affidato in via esclusiva all’altro genitore), l’altro genitore può subentrare nel diritto all’assegno. Occorre presentare per il medesimo figlio una nuova domanda, entro i successivi 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice con il quale è stata disposta la decadenza dalla potestà oppure l’affidamento esclusivo all’altro genitore. In tale caso, l’assegno spetta al nuovo genitore richiedente dal mese successivo a quello di emanazione del provvedimento giudiziario.
  • Qualora il figlio venga affidato temporaneamente ad una famiglia o persona singola, la domanda può essere presentata dall’affidatario entro il termine di 90 giorni dall’emanazione del provvedimento del giudice o del provvedimento dei servizi sociali reso esecutivo dal giudice tutelare. In tale caso, l’assegno spetta a decorrere dal mese di emanazione del provvedimento di affido del Tribunale oppure del predetto provvedimento di affido emanato dai servizi sociali (reso esecutivo dal giudice).
  • In caso di decesso del genitore richiedente, l’erogazione dell’assegno prosegue a favore dell’altro genitore. A tal fine, quest’ultimo fornirà all’Istituto gli elementi informativi necessari per la prosecuzione dell’assegno secondo le modalità prescelte, entro 90 giorni dalla data del decesso.
  • In caso di domanda presentata dal legale rappresentante in nome e per conto del genitore minorenne o incapace, il mezzo di pagamento prescelto dev’essere intestato al genitore minorenne/incapace.

 

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