Assegno Unico e Universale

Assegno Unico e Universale (AUU) per i figli a carico destinato ai nuclei familiari sulla base della condizione economica del nucleo, in base all’𝗜𝗦𝗘𝗘, con la circolare n. 23 emanata ieri da INPS.

IMPORTANTE

Abbiamo lavorato per dare un’interpretazione, in alcuni casi estensiva, a molti aspetti dubbi della norma istitutiva, ma ne restano altri da valutare. Nei prossimi mesi seguiranno altri messaggi di chiarimento”, afferma Maria Sciarrino, direttore centrale Inclusione e Invalidità civile di INPS.

Ecco qui i chiarimenti contenuti nella circolare.

 

Si può richiedere l’Assegno Unico e Universale senza ISEE?

Nella circolare si conferma la possibilità di presentare domanda per l’assegno unico universale anche in assenza di ISEE.

 

Quanto spetta in caso di presentazione domanda senza ISEE?

In questo caso l’assegno spetta nella misura minima (ad esempio 50 euro per figlio minore a carico, la stessa quota destinata ai nuclei con ISEE oltre i 40mila euro) e il nucleo di riferimento è accertato sulla base dei dati autodichiarati in fase di domanda. Resta salva l’eventualità di presentare ISEE successivamente nel corso dell’anno.

L’importo mensile spettante viene determinato tenendo conto di ISEE presente al momento della domanda fissato  per 12 mensilità, salvo poi procedere al conguaglio in un secondo momento (verrà effettuato generalmente nelle mensilità di gennaio e febbraio di ogni anno successivo) quando si farà riferimento a ISEE in corso di validità al 31 dicembre dell’anno precedente. 

 

L’Assegno Unico sarà esteso anche ai nonni? 

Nella circolare viene esplicitato che il diritto alla prestazione è esteso anche ai nonni per i nipoti unicamente in presenza di un formale provvedimento di affido o in ipotesi di collocamento o accasamento etero familiare (equiparata all’affidamento ai sensi della legge 5 maggio 1983, n. 184).

 

Per i figli  maggiorenni, corsi e tirocini devono essere riconosciuti?

 Per i figli maggiorenni fino a 21 anni, l’assegno è riconosciuto solo se il figlio è “attivo”, quindi iscritto a un percorso di studi, svolgere il servizio civile, essere iscritto alle liste di collocamento o svolgere un tirocinio o prestazione lavorativa con un reddito annuo inferiore a 8mila euro. 

Almeno uno di questi requisiti deve sussistere al momento della domanda e per tutta la durata del beneficio. Se il figlio maggiorenne è uno studente, la circolare chiarisce che deve essere accertata la frequenza o l’iscrizione a un percorso di studi riconosciuto (inclusi quelli di formazione professionale regionale o Ifts, l’iscrizione a un Its o a un corso di laurea). 

Il beneficio spetta altresì ai titolari di un contratto di apprendistato o di un tirocinio che rispetti le linee guida in materia. Ancora non è chiaro a quale annualità, però, debba fare riferimento il limite di 8mila euro per essere considerato a carico ai fini del diritto all’assegno unico e universale.

L’assegno unico per i maggiorenni non spetta però ai “NEET” (NEET (Not in Education, Employment or Training) Indicatore atto a individuare la quota di popolazione di età compresa tra i 15 e i 29 anni che non è né occupata né inserita in un percorso di istruzione o di formazione.)

 

Sono inclusi anche apolidi, rifugiati e i familiari extra Ue?

Sono inclusi tra i soggetti potenziali beneficiari della misura: gli stranieri apolidi, rifugiati politici o titolari di protezione internazionale equiparati ai cittadini italiani.

I titolari di Carta blu, “lavoratori altamente qualificati”. i lavoratori di Marocco, Algeria e Tunisia per i quali gli accordi euromediterranei tra l’Unione europea e tali Paesi prevedono il generale diritto alla parità di trattamento con i cittadini europei. I lavoratori autonomi titolari di permesso. 

IMPORTANTE La norma, si legge nella circolare, «non discrimina il lavoro autonomo da quello dipendente». Riconosciuti, infine, i permessi di soggiorno per motivi di ricongiungimento familiare. Per poter beneficiare dell’assegno unico è inoltre necessario essere residenti in Italia al momento della domanda (e da almeno due anni anche se non continuativi o titolari di un contratto di lavoro) e pagare le imposte sul reddito in Italia.

 

Il Premio nascita (bonus mamma domani) si può ancora richiedere?

Sì al Premio Nascita fino al 28.02.2022. L’assegno unico universale sostituisce un pacchetto di misure esistenti di cui prenderà il posto. Oltre alle detrazioni fiscali per i figli a carico minori di 21 anni e gli assegni al nucleo familiare per i figli minori e per i nuclei con almeno tre figli, vengono abrogati anche i più recenti bonus per la genitorialità come il bonus bebé e il premio alla nascita da 800 euro per i neogenitori. 

Finora, però, non erano ancora state esplicitate le tempistiche del passaggio da queste vecchie misure a quella nuova.

 In questo senso la circolare Inps conferma che il bonus bebè verrà riconosciuto per 12 mensilità ai nuovi nati (o adottati) fino al 31 dicembre 2021, mentre le domande di premio alla nascita potranno essere ancora acquisite purché l’evento «nascita avvenuta» avvenga entro il 28 febbraio 2022. 

Potranno altresì essere acquisite le domande relative all’evento «compimento del 7° mese di gravidanza» a condizione che il settimo mese di gravidanza si sia concluso entro il 31 dicembre 2021 (lo stesso requisito è richiesto anche in caso di interruzione di gravidanza nell’ultimo bimestre) e le domande relative alle adozioni e affidamenti perfezionati entro il 31 dicembre 2021.

 

Nel caso in cui entrambi i genitori siano titolari di reddito da lavoro è prevista una maggiorazione dell’assegno unico per ciascun figlio minore?

Sì, l’importo aggiuntivo è pari a 30 euro mensili con un Isee sotto 15mila euro, che si riduce fino ad annullarsi oltre i 40mila euro. La circolare Inps chiarisce che, per far scattare questo incremento, rilevano tutti i redditi da lavoro dipendente o assimilati nonché i redditi da pensione, da lavoro autonomo o d’impresa che devono essere posseduti al momento della domanda.

 In particolare, con riferimento ai redditi da lavoro autonomo sono inclusi sia quelli derivanti dalle prestazioni sportive professionistiche non occasionali, sia le indennità corrisposte ai giudici onorari di pace e ai vice procuratori onorari.

DATI

1,65 milioni le domande di assegno unico universale inviate finora a INPS, per un totale di 2,74 milioni di figli beneficiari dichiarati dai richiedenti. A due settimane e mezzo dalla scadenza del 28 febbraio, fissata per ottenere subito l’assegno da marzo 2022, si tratta di numeri ancora lontani dalla platea potenziale di 7 milioni di nuclei familiari interessati. (fonte Il Sole 24 Ore).

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